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Saipem azioni, 1,5 mld per aumento capitale da Eni, Cdp e banche

Eni e Cdp, principali azionisti di Saipem, e un consorzio di banche, sono pronti ad una immediata iniezione di liquidità da complessivi 1,5 miliardi di euro in vista dell’aumento di capitale da 2 miliardi che il gruppo di ingegneria del settore Oil dovrà varare dopo il profit warning lanciato a fine gennaio scorso.

 

Lo hanno riferito due fonti a conoscenza della situazione dopo che la manovra di sostegno finanziario è stata concordata dalle banche e mentre si aspetta il via libera definitivo dei due principali soci di Saipem, prima del board della stessa società sul piano strategico convocato per domani, che sarà poi annunciato al mercato venerdì.

 

In particolare, secondo una fonte, la manovra prevede che Eni e Cdp, titolari rispettivamente del 30,4% e del 12,5% del capitale di Saipem, anticiperanno oltre 600 milioni delle loro quote di pertinenza della ricapitalizzazione, mentre un pool di otto banche affettuerà un prestito ponte per 855 milioni.

 

Il bridge loan sarà garantito inizialmente da Eni, a cui subentrerà successivamente, per l’intero ammontare o per la gran parte Sace, attraverso lo strumento della Garanzia Italia una volta che saranno completati tutti i passaggi formali necessari.

 

Questa iniziale copertura finanziaria è uno strumento per  dare ossigeno al gruppo per far fronte agli impegni più immediati, in attesa che i mercati si stabilizzino per poter lanciare l’atteso aumento di capitale.

 

Tra questi, il pagamento del bond da 500 milioni che andrà a scadenza a inizio aprile, e che Saipem potrà così onorare senza intaccare la liquidità attualmente disponibile che consentirebbe al gruppo di poter soddisfare comunque il proprio impegno, spiega una fonte.

 

I restanti bond in circolazione per un totale 2 miliardi (Saipem ha emesso complessivamente 5 bond da 500 milioni ciascuno) non saranno rifinanziati ma seguiranno le loro future scadenze naturali, ha aggiunto la fonte.

 

Per quanto riguarda invece la linea di credito revolving attualmente in essere da 1 miliardo con scadenza 2023, le banche hanno manifestato la loro disponibilità di non modificarla e di non procedere al rinnovo ma di estinguerla anticipatamente e sostitutirla con una nuova linea di credito, dello stesso ammontare ma con una scadenza più corta a tre anni. Questo aspetto è tuttavia ancora oggetto di discussione e verrà trattato con tempi più dilatati.

 

Eni, Cdp e Saipem non hanno commentato

Intanto, a Piazza Affari Saipem corre ed è il miglior titolo del FTSE Mib. Intorno alle 11,40 balza del 4,% a 1,09 euro a fronte di un andamento fiacco del paniere principale di Piazza Affari (-0,2%) e di un progresso dell’1% circa dell’indice Oil italiano.

 

Secondo Banca Akros l’aumento di capitale da 2 miliardi ipotizzato, necessario dopo le forti perdite del 2021, è di importo “considerevole”.

 

“Tuttavia, le prospettive sul capex E&P stanno migliorando” come indicato dal nuovo contratto offshore ottenuto dalla società la scorsa settimana, aggiunge il broker.

 

“E’ inoltre ragionevole supporre che i timori sull’offerta di petrolio e gas possano portare a maggiori investimenti sia nel segmento upstream che in quello downstream”, aggiunge la banca d’affari.

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