Reggio: Proposta circa la razionalizzazione delle risorse idriche e fognarie

Razionalizzazione risorse idriche e fognarie. Non più scarichi a mare ma acque reflue riutilizzate per rimboschire il patrimonio forestale bruciato ed aver turismo a 360 gradi e per 365 giorni l’anno.
Milioni di ettari di terreni bruciati da piromani. Che fare?;
Depuratori comunali delle acque reflue nella totalità dei casi manchevoli di manutenzione scaricano a mare acque non depurate;
Goletta Verde semina i litorali di bandierine nere suggerendo il divieto di balneazione. I Sindaci dopo i risultati di ARPACAL emettono provvedimenti di divieto di balneazione, i cittadini non li osservano e si tuffano nelle acque putride,
contraggono malattie e poi la sanità italiana sostiene le spese per curare. Questo stato di cose non può più perdurare.
Il cambiamento climatico non alimenta più le dighe i ghiacciai si stanno sciogliendo la Nazione è a secco, cosa fare per intrattenere le acque meteoriche per uso civile e industriale, certamente il problema di nuove dighe proposte oggi da politici va riconsiderato.
Sarebbe opportuno su questo tema completare le dighe che in Calabria Sicilia e Sardegna sono in costruzione da 40 anni per il nostro disastrato Sud e ancora non completate. Le reti esistenti acquedottistiche e fognarie vanno rifatte di nuova pianta perché a leggere i dati nazionali il 40-50% delle ormai poche acque esistenti si disperdono nel sottosuolo, per far ciò il Governo nazionale dovrebbe riconsiderare tutta la problematica con un piano straordinario, tipo “Piano Marshall” indirizzando le regioni ad adempiere con urgenza in tal senso.
Per quanto ci riguarda visto la compromessa salute pubblica per questo sistema depurativo non più idoneo, si suggerisce di bandire prioritariamente lo scarico a mare di acque reflue, raccogliere in grandi invasi queste acque reflue, depurarle in ambito urbano e pomparle in montagna con impianti successivi di distribuzione a goccia, per un rapido attecchimento delle piante e la successiva crescita per il rimboschimento di queste grandi aree bruciate.
Nota. L’ ARPACAL di Reggio Calabria in risposta a delle problematiche sollevate dallo scrivente riguardanti la cattiva depurazione nel territorio di Motta SG e dintorni in una sua nota del 3/10/2011 diretta anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alcuni Ministeri, autorità Amministrative e Giudiziarie, istituzioni Regionali ed Enti locali ha riferito che queste problematiche ambientali si ripropongono in occasioni di malfunzionamenti o anomalie al sistema depurativo e della rete di adduzione in tutti i siti in cui sono presenti queste infrastrutture, quindi non soltanto nel territorio del Comune di Motta San Giovani. E noi diciamo che fare?
Il problema va affrontato con provvedimenti legislativi che preveda la sdemanializzazione delle aree bruciate sottraendole al privato cittadino inglobandole al demanio pubblico che dà la possibilità di occupare migliaia di persone laureate e non per un buon servizio di uno Stato Civile e Moderno. In sostanza un esercito di persone in movimento sotto il controllo dei Carabinieri forestali che potrà essere
utile anche nella disgraziata ipotesi nelle calamità sismiche, alluvionali e necessità di altro genere.
Ai Sindaci della Città Metropolitana chiediamo di condividere questo progetto e suggerire agli Organi successivi richieste di provvedimenti in senso legislativo.
La presente proposta è stata posta all’attenzione del presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana, del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, del presidente della regione calabria con deleghe alla agricoltura e risorse agroalimentari ed inviata al Sindaco e ai Sindaci della città metropolitana di Reggio Calabria.

Vincenzo CREA
Referente unico dell’ANCADIC
e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”


by redazione